La scuola
La psicanalisi
Le iniziative


La Scuola di Psicanalisi Print

La Scuola di psicanalisi freudiana opera a Milano, dove ha sede in via S.Calocero, 9. Essa è sorta a Piacenza nel 1983 per iniziativa di un gruppo di psicanalisti e intellettuali uniti nel comune interesse di restituire all’esperienza e alla teoria psicanalitiche il rigore che aveva contraddistinto l’opera di Freud. Procedendo infatti ad un esame critico della dottrina post-freudiana, la Scuola aveva rinvenuto in essa la presenza di teorie disomogenee e spesso intrinsecamente contraddittorie, il cui denominatore comune era solo nominalmente la psicanalisi; d’altro canto il movimento lacaniano si avventurava negli stessi anni in maldestre matematizzazioni della psicanalisi, quando poi riteneva impossibile una sua veritiera collocazione nel discorso scientifico, al punto da stravolgere lo stesso progetto freudiano della psicanalisi come scienza della natura, con il tristo riverbero che tutto ciò ebbe anche sulla struttura associativa (abusi rispetto al transfert).


INSEGNAMENTO


La Scuola di psicanalisi freudiana si è concentrata dunque negli anni dal 1983 al 1989 in un attento esame dei concetti della metapsicologia freudiana, ripercorrendo idealmente il cammino intrapreso da Freud a partire dalla sperimentazione clinica. L’attività scientifica si è articolata in quegli anni in numerosi seminari, gruppi di lavoro e giornate di studio sulla clinica, che costituiscono materiale ancora inedito della Scuola; tale attività si svolgeva nella sede della Scuola, a Piacenza, oltre che in alcune città dell’Italia Settentrionale dove operavano membri della Scuola (Venezia, Brescia, Pavia, Treviso).
Inoltre la presa di posizione contro gli esiti profondamente irrazionalistici della psicanalisi resero opportuna la creazione da parte della Scuola di una rivista che desse voce alla sua elaborazione. Nacque così “Thelema. La psicanalisi e i suoi intorni”. Questa rivista, di cui sono usciti sei numeri dal 1990 al 1995, è sorta con un intento soprattutto didattico, volendo essere soprattutto una rivista di insegnamento, con lo scopo di trasmettere i concetti fondamentali della psicanalisi e di promuovere la ricerca teorica.
Il lavoro teorico della Scuola di Psicanalisi Freudiana si focalizzò sull’elemento cardine della teoria freudiana, ossia la teoria della pulsioni ed ebbe nel 1992 un importante momento di visibilità nel convegno: “Godimento e verità”, organizzato a Milano, al Palazzo delle Stelline, dalla Scuola in collaborazione con la rivista “Thelema”. Nel frattempo a Venezia e a Treviso si tenevano corsi di insegnamento aperti della Scuola su temi di grande impatto clinico e teorico come: il narcisismo, l’odio, il godimento e altri. Uno di questi temi, l’odio, troverà uno sviluppo particolare in un convegno nel 1994 ( gli atti sono raccolti nel n.6 della rivista “Thelema. La psicanalisi e i suoi intorni”).
Parallelamente a questa attenzione per la clinica si è sviluppata nell’ambito della scuola una pratica del controllo totalmente diversa da quella normalmente praticata nelle associazioni psicanalitiche. Infatti la struttura del controllo (che normalmente un analista intraprende per discutere dei primi casi che ha in analisi), si è trasformata in un supplemento di analisi per l’analista stesso, per le questioni che la sua analisi non è stata in grado di risolvere. In effetti non si intende perché tra colleghi debba istituirsi un rapporto che è la copia esatta dell’analisi, senza però che il transfert vi possa essere articolato e in più sancito con un pagamento. In qualsiasi altra pratica, tra colleghi, colui che ha più esperienza offre i suoi consigli, espone le sue vedute senza alcun corrispettivo.
Per risolvere questo malcostume, la Scuola ha avviato una sperimentazione di altre forme di controllo, ispirate a esperienze già realizzate nella storia della psicanalisi, come la costituzione di quello che Rado chiamava “seminario tecnico” all’Istituto di Berlino, in cui all’esposizione dei casi seguiva una discussione approfondita e di dettaglio, sotto la direzione di un analista con maggiore esperienza. Questo per la Scuola ha costituito un richiamo a criteri di insegnamento e di trasmissione dell’esperienza analitica più trasparenti, e con questo spirito ancora viene praticata. Con questo abbiamo delineato uno degli scopi principali della Scuola, ossia l’insegnamento, decisivo in un clima culturale in cui l’approssimazione era l’abito intellettuale dell’epoca, che purtroppo permane. Ma quello dell’insegnamento non è che uno degli scopi della Scuola.


RICERCA


Essa infatti pone come suo scopo altrettanto fondamentale quello della ricerca teorica. L’importanza di questo aspetto è tale da interessare in maniera specifica anche la questione della formazione degli analisti, e l’idea stessa dell’analisi personale. Infatti la psicanalisi non è nella sua essenza riducibile a una psicoterapia, con lo scopo primario della guarigione, della eliminazione dei sintomi; in essa è invece fondamentale il conseguimento della verità cui la guarigione è subordinata. L’analisi è indistinguibile dalla ricerca in cui si articola, ed è questo il motivo per cui il suo scopo non è tanto quello della guarigione, dell’eliminazione del sintomo, quanto quello della verità . Questo ordine di considerazioni ha portato nella Scuola a un approfondimento del problema della formazione degli analisti